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Introduzione

Questa formula si trova spesso in una serie di modifiche normative che introducono novità di tipo economico organizzativo e gestionale. In un articolo ormai datato ([1]) dell’economista Andrea Boitani viene effettuata una critica all'approccio del governo nel presentare la manovra economica come modificabile solo "a saldi invariati", espressione che denota un'ottica sicuramente ragionieristica e potenzialmente miope. Si contesta l'indifferenza verso la qualità e la composizione delle misure adottate, sottolineando come non sia irrilevante se il saldo viene raggiunto ad esempio aumentando le tasse o tagliando spese, e quali settori vengano colpiti. La critica si estende alla mancanza di attenzione agli effetti distributivi e macroeconomici, nonché all’impatto sociale delle scelte. L’auspicio è che la manovra sia frutto di valutazioni consapevoli e non di compromessi tecnici indifferenti alle conseguenze concrete per cittadini e lavoratori.

Il tema dei saldi invariati

Questa locuzione “a saldi invariati” viene usata dunque per intendere senza scostamenti di bilancio, quando viene proposto un nuovo decreto o una nuova legge.

La domanda che ci si pone è comunque sempre: ma sarà vero? O poi il saldo sarà variato e qualcuno dovrà porre mano al portafoglio.

Per scendere nel concreto e nel settore che più conosciamo, molte volte in passato ci siamo trovati di fronte a proposte legislative che introducevano variazioni rispetto alla situazione esistente, concludendole però con la formula rassicurativa “a saldi invariati”, cioè senza spendere di più.

Più o meno tutti fingevano di crederci, perché l’obiettivo del proponente è l’approvazione della maggioranza, mentre quello dell’opposizione è il contrario, senza però contestare veramente la formula di compromesso, ben sapendo che la maggiore spesa che sicuramente si sarebbe determinata sarebbe poi messa a carico di qualcuno, spesso lo Stato.

Il caso

Una delle più recenti riforme nel farmaceutico ([2]) ha riguardato la variazione di canalizzazione distributiva di intere categorie di medicinali spostandole dalla distribuzione diretta (DD) a quella convenzionata (DFC). Questa riforma era stata preceduta da una indagine conoscitiva presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati avviata a Marzo 2022 in materia di “distribuzione diretta” dei farmaci per il tramite delle strutture sanitarie pubbliche e della “distribuzione per conto DPC” per il tramite delle farmacie convenzionate con il SSN.

Ci saremmo aspettati di trovare in fondo all’articolato la nostra amata locuzione avverbiale di ambito economico-finanziario. 
Abbiamo anche cercato dizioni tecniche diverse ma sempre con lo stesso significato:

  • Senza alterare il saldo di bilancio
  • Mantenendo inalterato l’equilibrio tra entrate e uscite
  • Con impatto nullo sul saldo complessivo
  • A parità di saldo pubblico
  • Con effetto neutro sui conti pubblici

ma nessuna di queste definizioni si trova nella legge. Come dava conto nel titolo dell’articolo citato l’economista Boitani, l’ultima favola, “i saldi invariati” ci è stata negata; il significato è semplice: viene dato per acquisito o per scontato che ci sarebbe stato un aumento della spesa ma senza negarlo come si faceva in precedenza.

L’Agenzia ([3]) si è assunta la responsabilità di affermare che si tratta di una manovra con “invarianza di spesa a livello nazionale”, ripercorrendo la favola dei saldi invariati.

I dati delle Regioni

Secondo quanto esposto nell’articolo citato “la riclassificazione sia a costi sostanzialmente invariati per le Regioni. Ma l’Agenzia del farmaco, si legge nel ricorso, «non ha preso in considerazione il recupero dell’1,83% (payback) che va ulteriormente a ridurre il dato della spesa farmaceutica convenzionata territoriale e il recupero del 50% dello sforamento del tetto per gli acquisti diretti», che nel 2024 dovrebbe arrivare a 3-3,5 miliardi di euro: senza le gliptine, le Regioni dovranno rinunciare a circa 41-42 milioni di euro di ripiani dalle aziende farmaceutiche. Di conseguenza, la riclassificazione comporta «un consistente aggravio dei costi pari a circa 35 milioni di euro», dei quali 3,2 milioni soltanto per la Regione Toscana.”

Facendo le debite somme, le Regioni andranno in deficit di almeno 77 milioni a causa della ricanalizzazione di una sola categoria terapeutica.

L’aggiornamento ai motivi del ricorso Toscana, ripresi da notizie giornalistiche, indica che il Tavolo tecnico istituito dalla Legge di bilancio 2024 per valutare i farmaci da riclassificare da diretta-Pht a convenzionata, non era ancora insediato e non poteva aver adottato gli indirizzi richiamati nella stessa determina. Per cui si confermerebbe “l’illegittimità del provvedimento impugnato”.  Inoltre, non ci sarebbe alcun vantaggio per le Regioni né per i pazienti che già ricevono i farmaci dalle farmacie aperte al pubblico (ndr in DPC) ([4]).

I “risparmi” certificati da AIFA

In una presentazione del Direttore Tecnico-Scientifico dell’Agenzia Italiana del Farmaco, P. Russo a proposito dell’impatto della legge di bilancio 2024 sulla spesa si giunge ad affermare che:” La riclassificazione da A-PHT ad A delle gliptine sta determinando degli effetti economici positivi sulla spesa farmaceutica convenzionata e sull’accesso in prossimità a livello territoriale dei medicinali. Ciò anche per effetto di un’applicazione della normativa da parte di AIFA che ha incrementato i risparmi per il SSN”, pari secondo la figura a -9.715.187€ (-13,3%) rispetto all’anno precedente.

In sostanza è veritiero che la riclassificazione abbia determinato effetti positivi per le farmacie convenzionate, tutto da dimostrare il risparmio per il SSN che deriverebbe visto che per le Regioni ci sarebbe un aggravio di 51 milioni a fronte del risparmio presunto per AIFA di 9,7 milioni. Chi avrà ragione?

Fonte: AIFA. Pierluigi Russo Direttore Generale. Direzione Tecnico-Scientifico dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Impatto legge di bilancio 2024 (LEGGE 30 dicembre 2023, n. 213) e determina AIFA del 3 maggio 2024 su spesa farmaceutica. Sitoweb: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2769025/2025.03.13_Pierluigi-Russo_spesa_farmac_Roma.pdf

I nodi del pettine

Prima o poi i nodi vengono al pettine ovvero le bugie, se tali saranno, hanno le gambe corte o meglio ancora i saldi risulteranno “variati”.

Farmacista 33, noto giornale on line, riportava il 19 marzo scorso: “Le Regioni esprimono “forte preoccupazione per il trend di crescita esponenziale della spesa farmaceutica” e affermano che “sulla base dei nostri dati lo spostamento della classe delle gliptine ha determinato un significativo aggravio” e chiedono un confronto con l’AIFA per condividere i criteri di rilevazione dei dati e di valutazione dell'impatto economico di queste scelte. È quanto scrivono gli assessori alla Salute in una lettera inviata all’Agenzia del farmaco.

Le Regioni fanno riferimento alla riclassificazione dei farmaci per il diabete a base di gliptine trasferite dalla distribuzione diretta alla convenzionata in seguito alla Determina Aifa che ha aggiornato il prontuario della continuità assistenziale ospedale-territorio (Pht). Secondo i loro dati il passaggio ha fatto aumentare i costi. Nella lettera, resa disponibile da Repubblica, infatti “gli assessori alla Salute hanno unanimemente condiviso una forte preoccupazione per il trend di crescita esponenziale della spesa farmaceutica che, nell’anno 2025, interessa sia la spesa convenzionata, sia la spesa per acquisti diretti e che rischia di compromettere la sostenibilità dei bilanci sanitari delle Regioni e delle Province Autonome”.

"Sulla base dei nostri dati – sostengono le Regioni - lo spostamento della classe delle gliptine ha determinato un significativo aggravio della spesa farmaceutica, si ritiene necessario condividere le modalità di rilevazione dei dati e di determinazione dell’impatto economico”. Le Regioni oltre all’incontro con l’Aifa chiedono di bloccare per adesso la riclassificazione delle glifozine. ([5])

AIFA organizza subito un tavolo con le Regioni per condividere il metodo di calcolo per la determinazione dei costi dalla ricanalizzazione delle gliptine ed evitare l’impallinamento ormai probabile ([6]).

Il “colpo grosso”: le glifozine

Lo scorso 30 giugno, sempre in ottemperanza alla Legge di Bilancio 2024, il CdA dell’AIFA approva il passaggio dalla distribuzione diretta a quella nelle farmacie e l’abolizione dei piani terapeutici delle glifozine, antidiabetici di nuova generazione utilizzati anche per il trattamento dello scompenso cardiaco congestizio e dell’insufficienza renale cronica, che comportano una spesa di 185,8 milioni di euro secondo i dati Osmed gennaio-settembre 2024 ([7]). E qui viene tolta definitivamente la favola:

“Nonostante la Legge Finanziaria dello scorso anno non preveda vincoli di invarianza dei costi relativi alle riclassificazioni, l’Agenzia ha avviato e concluso la rinegoziazione con le quattro aziende produttrici delle glifozine, che ha portato a un’importante riduzione dei prezzi, con la stipula di nuovi contratti vincolati al patto di riservatezza, sempre vigente in Italia come in altri Paesi d’Europa. La scontistica ottenuta, unita al risparmio dei non indifferenti costi di gestione degli acquisti centralizzati e della distribuzione dei medicinali da parte delle Regioni, lasciano prevedere al momento un risparmio sulla base dei costi medi nazionali. Fermo restando che, come previsto dalla stessa Finanziaria 2024, spetterà poi al tavolo sul Monitoraggio della spesa, istituito presso il ministero della Salute, valutare in corso d’anno il reale andamento” ([8]).

La Determina AIFA 2 luglio 2025 che aggiorna l’elenco dei prodotti che devono transitare dalla distribuzione diretta alla distribuzione convenzionale viene pubblicata sulla GU Serie Generale n.153 del 04-07-2025 ([9]).

Le glifozine seguono così le gliptine tutte impiegate nel trattamento del diabete mellito di tipo 2.

Va detto che con la delibera n. 37 adottata dal consiglio di amministrazione (CdA) dell'AIFA in data 30 giugno 2025 è stato approvato il «Disciplinare tecnico per la retrocessione da parte  delle  aziende farmaceutiche alle regioni  del  valore  degli  sconti  negoziati  da AIFA», provvedimento atto a modulare l’impatto dei costi al pubblico dei medicinali transitandi. Ora occorrerà attendere per verificare l’effettivo impatto sulla spesa farmaceutica convenzionata, con maggiori oneri complessivi a fronte del mancato introito da payback e riduzione della spesa per acquisti diretti e da service DPC.

La posizione governativa

Il sottosegretario di Stato Gemmato, farmacista titolare, fa un cenno alla invarianza di spesa farmaceutica che si determinerebbe ma usa il condizionale affidando il risultato alla trattativa AIFA con le Aziende farmaceutiche per ridurre i prezzi al pubblico per attenuare gli effetti ricanalizzativi.

"Con il via libera del Consiglio di Amministrazione dell'AIFA al passaggio degli antidiabetici di nuova generazione a base di glifozine dalla distribuzione diretta e per conto alla dispensazione nelle farmacie territoriali, raggiungiamo un traguardo importante per facilitare l’accesso ai farmaci innovativi, soprattutto per pazienti cronici e anziani. Un cambiamento significativo è anche l’eliminazione dei Piani terapeutici, che porterà alla riduzione delle liste d’attesa e a un alleggerimento del carico burocratico per i medici", dichiara il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.

La misura si inserisce nel processo di riclassificazione dei medicinali previsto dalla Legge di Bilancio 2024, che ha già visto lo spostamento in farmacia degli antidiabetici a base di gliptine. "Parliamo di un passaggio di distribuzione dalle farmacie ospedaliere alle farmacie convenzionate, presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale e attive tutti i giorni dell’anno", aggiunge Gemmato.

"Oggi proseguiamo nel percorso per migliorare l’accesso ai farmaci garantendo al contempo la sostenibilità del sistema sanitario. Grazie alle trattative condotte da AIFA con le aziende produttrici – prosegue – sono state ottenute significative riduzioni di prezzo che dovrebbero assicurare l’invarianza della spesa per il Servizio Sanitario Nazionale."

I vantaggi saranno concreti per cittadini e professionisti. I pazienti non dovranno più recarsi nelle farmacie ospedaliere o attendere giorni per il ritiro dei farmaci, mentre i medici saranno sollevati dall’onere dei Piani terapeutici, evitando visite prescritte solo per finalità amministrative.

"Questa semplificazione – conclude Gemmato – ridurrà le liste d’attesa causate da adempimenti burocratici, migliorando l’aderenza a terapie particolarmente efficaci. Parliamo di farmaci che non solo controllano la glicemia, ma abbassano la pressione arteriosa, favoriscono la perdita di peso, prevengono crisi ipoglicemiche e proteggono cuore e reni. Benefici clinici che da domani saranno più facilmente accessibili a tutti". ([10])

La situazione attuale

Come sempre le regioni si muovono in ordine sparso, condizionate più dalle appartenenze politiche della direzione che dalle questioni di bilancio che non resteranno invariate, e costrette a subire gli effetti di questa manovra che a qualcuno porta sicuramente beneficio.

L’economia ci aiuta a comprendere chi sono i beneficiati utilizzando le prospettive dei diversi attori come riportato nella tabella 1.

Tabella 1 – Gli Esiti / Impatti Principali nelle diverse prospettive

Prospettiva
Esiti / Impatti Principali
Servizio Sanitario (SSR)
  • Aumento della spesa pubblica stimato in almeno il +50% medio rispetto alla distribuzione diretta
  • Perdita degli sconti di gara- Costi aggiuntivi per servizio di distribuzione intermedia e finale in base a nuovo sistema di remunerazione delle farmacie e dei margini distributivi dei distributori intermedi
Aziende Farmaceutiche
  • Eliminazione del rischio payback - Superamento dei vincoli dei piani terapeutici (PT) Libertà prescrittiva per i medici, potenzialmente con aumento delle prescrizioni e delle conseguenti vendite

Clinici / Medici

  • Riduzione o annullamento della burocrazia- Nessun obbligo di redigere o rinnovare i piani terapeutici
Pazienti
  • Maggior accessibilità al farmaco- Non serve più prenotare visite per ottenere o rinnovare il piano terapeutico- Ricetta dematerializzata sufficiente in farmacia
Farmacie aperte al pubblico
  • Incremento di introiti e margini economici- Compensazione della perdita di profitti, dovuta alla riduzione dei prezzi e alla crescita del mercato degli equivalenti, con accesso di medicinali ad alto costo prima dispensati in esclusiva dal SSN

 

Nella prospettiva del servizio sanitario (tutti gli SSR) vi è un appesantimento di spesa perché il passaggio da diretta a retail costa almeno il 50% in più, tenendo conto che non ci sarà più lo sconto di gara (spesa cessante) e si aggiungerà il costo delle distribuzioni (intermedia e finale) come emergente.

Nella prospettiva delle Aziende farmaceutiche non ci saranno più i rischi (o le certezze) del payback e i limiti delle condizioni dei piani terapeutici con il via libera totale alle prescrizioni senza limiti.

Nella prospettiva dei clinici, tolti i piani terapeutici, riduzione o annullamento degli aspetti burocratici.

Nella prospettiva dei pazienti, assicurazione di ottenere i propri farmaci senza dover prenotare una visita per avere il piano terapeutici, per ottenere il rinnovo; basta una semplice ricetta dematerializzata sul telefonino e l’accesso alla farmacia sottocasa.

Nella prospettiva delle farmacie aperte al pubblico, si avranno finalmente maggiori incassi e maggiori guadagni in un comparto in sofferenza per la riduzione dei prezzi dei farmaci grazie alla perdita dei brevetti e all’uscita sul mercato degli equivalenti.

La maggiore spesa ipotizzata dalle Regioni

Ma le Regioni non sono preoccupate solo dalle gliptine o dagli effetti ricanalizzativi da tutta una serie di misure ed interventi che sinteticamente riportiamo nella tabella 2. Su Repubblica ([11]) è riportata la lettera che hanno scritto direttamente al Ministro Schillaci per contestare i dati del Sotto Segretario per la delega specifica sulla farmaceutica, ritenuto sordo alle loro richieste forse perché troppo coinvolto per il suo conflitto di interessi non solo nelle farmacie ma anche nelle cliniche.

Quanto costerà alle regioni tutto questo?

In un recente articolo su FPress, rivista online della Fondazione Muralti di Milano, viene messa in evidenza la “difficoltà” a calcolare quanto le farmacie ricaveranno e guadagneranno dalla ricanalizzazione e dagli effetti della rimodulazione della remunerazione: “ Quanto agli effetti dello “switch” sulla remunerazione dei titolari, una valutazione dettagliata costringerebbe a un’analisi laboriosa, regione per regione e addirittura farmacia per farmacia (dato che nel nuovo sistema ci sono le quote differenziate per tipologia di esercizio): con il passaggio in convenzionata, infatti, la dispensazione delle gliflozine non sarà più soggetta al “tariffario” della dpc (che varia da Regione a Regione) ma sarà assoggettata alla remunerazione che dal marzo dell’anno scorso si applica su tutti i farmaci rimborsati dal Ssn. Per capire chi ci perde e chi ci guadagna, non resta che armarsi di penna e calcolatrice e fare quattro conti.”

Noi nelle more dell’evidenziazione ufficiale dei maggiori costi per le regioni e dei maggiori ricavi delle farmacie convenzionate, abbiamo provato a metterli in evidenza nella tabella 2.

Tabella 2 – I costi stimati dell’intervento e delle misure

Misura / Intervento

Costo Stimato (€)

Dettagli

Posizione delle Regioni

Nuova remunerazione delle farmacie (da marzo 2024)

190 milioni

Introdotta dalla Legge di Bilancio 2024, comporta un aumento dei margini alle farmacie

Contrarie per effetto diretto sull’incremento della spesa

Riclassificazione gliptine (da diretta a convenzionata)

35 milioni (8 milioni netti)

Riclassificazione farmaci antidiabetici; payback su sconti riduce il costo netto a 8 milioni €

Critiche: aumento costi senza effettivo beneficio redistributivo

Aumento tetto acquisti diretti (dal 7,85% all’8,5%)

400 milioni

Minori sfondamenti → minore payback → meno entrate per le Regioni

Contrarietà forte: preferivano sfondare di più per ricevere più dal payback dell’industria

Totale stimato dell’aggravio sulla spesa farmaceutica

~600 milioni

Sommatoria delle voci precedenti

Lettera inviata al Ministro della Salute per esprimere preoccupazione e richiesta intervento


Le soluzioni alternative

Ma il punto è se esistevano delle alternative? Se sì, perché non sono state scelte?

Fermo restando che l’obiettivo era il rimpinguamento del flusso della convenzionata, se l’obiettivo fosse stato quello di ottenere una facilitazione per il paziente in modo tale che trovasse la sua medicina sotto casa, senza limitazioni né condizioni, la canalizzazione era già presente e in alcune Regioni già usata: la DPC, i cui costi di servizio sono ben noti a AIFA, Ministero e Regioni.

Ma andando oltre si potevano fornire le farmacie di confezioni in “ministock” sempre di proprietà della ASL ma direttamente disponibili in farmacia. ([12]) In alcune Regioni (Emilia-Romagna) è già applicato, in altre Regioni (Puglia) è ancora vietato, ma la strada può essere quella giusta per evitare il duplice accesso alla farmacia che si traduce in un “disservizio al cittadino”, andando a sostituire il procedimento che veniva utilizzato in alcune province della regione Emilia-Romagna, noto come anticipo d’ordine.

Ma poiché, l’obiettivo governativo vero era uno solo rimpinguare gli introiti (e i conseguenti guadagni) delle farmacie aperte al pubblico, la conseguenza non poteva che essere l’aumento della spesa farmaceutica convenzionata a danno delle Regioni con esplicita “varianza di spesa”.

Siamo però ormai alla “resa dei conti” e quel qualcuno, le Regioni, che si sta ritrovando a dover “pagare” la decisione del Parlamento di ricanalizzazione distributiva comincia a lamentarsi, ricorre al tribunale ([13]) e affila le armi per provare ad evitare il tracollo dei bilanci regionali da ricanalizzazione di gliptine, glifozine e di tutta una serie di categorie di farmaci che sono stati già ipotizzati.

Conclusioni

Sull’invarianza di spesa è possibile facendo una digressione più o meno articolata, verificare come non sempre tale dizione sia stata veritiera nei fatti. Sarebbe stato più serio non dichiararlo se già era certo che la spesa si sarebbe superata. Ma l’obbligo deriva dalle regole della Ragioneria generale dello Stato sapendo che la vigilanza spetta alla Corte dei conti.

Una recente ricomparsa della dizione risulta in una proposta ([14]) per ora non attiva che risulta collegata alla promozione del Sottosegretario di Stato a Viceministro, che ha avuto anticipazioni di stampa specializzata ([15]), in genere ben informata. Chissà se almeno per il personale dedicato il futuro Viceministro osserverà la formula magica?


Bibliografia

  1. Andrea Boitani. La favola dei saldi invariati. La voce.info. 29/19/2012. Sitoweb: https://lavoce.info/archives/1349/la-favola-dei-saldi-invariati/ 
  2. Il testo dell’articolo 1comma 224 della Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge di Bilancio 2024) che regola il passaggio di farmaci dalla distribuzione diretta all’erogazione in convenzione: «224. Allo scopo di favorire gli assistiti nell’accesso al farmaco in termini di prossimità, entro e non oltre il 30 marzo 2024 e, successivamente, con cadenza annuale, ai sensi dell’articolo 1, comma 426, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) provvede ad aggiornare il Prontuario della continuità assistenziale ospedale-territorio (PHT) per il transito dal regime di classificazione “A-PHT” alla fascia “A” di medicinali afferenti a specifiche classi farmacologiche.» In sintesi: AIFA deve aggiornare ogni anno, entro il 30 marzo, il Prontuario PHT. Questo aggiornamento indica quali farmaci possono passare dalla distribuzione diretta (ospedale-territorio) alla distribuzione convenzionata in fascia A.
  3. Ibidem. L’Aifa scriveva il 31 maggio affermando che la determina contestata discende da indirizzi politico-amministrativi impartiti dal Tavolo tecnico nella seduta del 5 marzo, alla quale avevano partecipato anche rappresentanti delle Regioni e dalla quale era emersa la stima che dalla riclassificazione sarebbe discesa una «invarianza di spesa a livello nazionale».
  4. FPress. Gliptine, Toscana conferma ricorso al Tar e aggiunge nuovi motivi. 6 Novembre 2024. Sitoweb: https://www.fpress.it/attualita/gliptine-la-toscana-conferma-ricorso-al-tar-lazio-e-aggiunge-nuovi-motivi/#:~:text=Sul%20suo%20ricorso%20al%20Tar%20Lazio%20contro,hanno%20aggiunto%20nuovi%20motivi%20all'impugnazione%20presentata%20lo 
  5. Farmacista33. Spesa farmaci, Regioni: riclassificazione fa aumentare i costi, serve confronto con Aifa. 19 Marzo 2025. Sitoweb: https://www.farmacista33.it/politica-sanitaria/30859/spesa-farmaci-regioni-riclassificazione-fa-aumentare-i-costi-serve-confronto-con-aifa.html 
  6. AIFA. Tavolo tecnico AIFA-Regioni:condiviso metodo di calcolo sull’impato economico di classe delle glifozine. Sitoweb: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2694929/Comunicato_AIFA_20-2025.pdf 
  7. AIFA. P. Russo. «Stati Generali sul diabete». 2025. AIFA e gestione regolatoria dei farmaci antidiabetici. Sitoweb: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2769025/2025.03.19_Pierluigi-Russo_antidiabetici_Roma.pdf 
  8. IL FARMACISTA. Cda Aifa approva la riclassificazione delle glifozine nella fascia A dei prodotti rimborsati acquistabili in farmacia. 30 giugno 2025. Sitoweb: https://www.ilfarmacistaonline.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=130651
  9. Gazzetta Ufficiale. AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO DETERMINA 2 luglio 2025  Aggiornamento dell'elenco vincolante dei medicinali che transitano dal regime di classificazione «A-Pht» alla classe «A», ai sensi della legge 30 dicembre 2023, n. 213, articolo 1, comma 224. (Determina n. 926/2025). (25A03836) (GU Serie Generale n.153 del 04-07-2025) Sitoweb: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-07-04&atto.codiceRedazionale=25A03836&elenco30giorni=true 
  10. Il Farmacista. Gemmato: “Manteniamo l’impegno di rendere sempre più agevole l’accesso ai farmaci innovativi per i cittadini”. 30 giugno 2025. Sitweb: https://www.ilfarmacistaonline.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?approfondimento_id=20415 
  11. Michele Bucci. Spesa farmaceutica, le Regioni: "Costi in crescita, a rischio i bilanci". E smentiscono Gemmato. Repubblica. 19 MARZO 2025. sitoweb: https://www.repubblica.it/economia/2025/03/19/news/spesa_farmaceutica_regioni_aumento_costi_gemmato-424072644/
  12. In Romagna, in particolare, il ministock è entrato in vigore il 1 luglio 2010 con il recepimento della Dgr 1365/2009, con lo scopo di «contenere e possibilmente eliminare il duplice accesso alla farmacia che si traduce in un disservizio al cittadino», andando a sostituire il procedimento che veniva utilizzato in alcune province della regione noto come anticipo d’ordine. Sitoweb: https://blog.farmaciavirtuale.it/2023/03/ministock-in-farmacia-una-garanzia-di-continuita-terapeutica-per-il-paziente/#:~:text=Il%20ministock:%20il%20modello%20romagnolo&text=Infatti%2C%20sulla%20base%20di%20un,dpc%20che%20possono%20essere%20tenuti.
  13. FPress. Riclassificazione gliptine, la Regione Toscana impugna determina Aifa. 12 Luglio 2024. Sitoweb:  https://www.fpress.it/filiera/riclassificazione-gliptine-la-regione-toscana-impugna-determina-aifa/?utm_source=chatgpt.com 
  14. SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RECANTE «REGOLAMENTO CONCERNENTE MODIFICHE AL DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 OTTOBRE 2023, N. 195, RECANTE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE DEL MINISTRO DELLA SALUTE E DELL'ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE». Estratto art.1 comma e): “e) all’articolo 8: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Il contingente di personale degli uffici di diretta collaborazione - ulteriore rispetto a quello previsto dall'articolo 7, comma 2, lettera a) - non può superare complessivamente le centotrentaunità. Entro tale soglia, ai predetti uffici possono essere assegnati dipendenti del Ministero ovvero di altre pubbliche amministrazioni, in posizione di aspettativa, comando, fuori ruolo o in altre analoghe posizioni previste nei rispettivi ordinamenti, nonché, per sopperire ad esigenze non fronteggiabili con il personale in servizio, nei limiti della capienza dei pertinenti capitoli di bilancio e a complessiva invarianza di spesa, nel limite massimo di dieci unità del predetto contingente complessivo, personale estraneo alla pubblica amministrazione assunto con contratto a tempo determinato ai sensi dell’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché, nel limite massimo di sei unità, consiglieri giuridici, nominati dal Ministro, scelti fra magistrati ordinari, amministrativi o contabili, avvocati dello Stato, consiglieri parlamentari o professori universitari di ruolo di prima o di seconda fascia dell'area delle scienze giuridiche. Entro la medesima soglia è anche assegnato ai predetti uffici il consigliere di cui all’articolo 1, comma 7.»” e all’articolo 2:
    ART. 2 (Clausola d’invarianza finanziaria)  Dall’attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.”
  15. L.F. Ministero della Salute. Gemmato verso la promozione a Viceministro? Intanto è pronto il decreto per l’introduzione della figura. La bozza. Quotidiano sanità. 11 luglio 2025. Sito web: https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=130904